Nato a Racalmuto in provincia di Agrigento l’8 gennaio 1921, Leonardo Sciascia nella vita è stato tante cose: scrittore, giornalista, insegnante e politico.

Le sue opere, una continua scoperta

Per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo è stato un maestro come lo sanno essere solo i grandi personaggi della letteratura e dell’arte, cioè senza avere nessuna aria di farlo. Per quanti ne hanno letto ed apprezzato gli scritti, una bussola orientata alla comprensione dell’umanità in divenire. Agli occhi degli studiosi che lo approfondiscono, una continua scoperta. Per tutti è uno “scrittore civile” che con la sua opera ha lasciato una delle declinazioni più significative della letteratura come forma di conoscenza e di pensiero.

Come Manzoni, pensatore di rottura nella storia letteraria italiana

Le sue pagine sulla giustizia, sulla politica, sulla condanna a morte, sono – insieme a quelle di Alessandro Manzoni – tra le più alte e civilmente dissonanti della nostra storia letteraria. Ecco perché Roberto Andò, regista, sceneggiatore e scrittore – in occasione della conferenza stampa di avvicinamento al centenario della nascita organizzata alcuni mesi prima dell’inizio della pandemia – parla di Leonardo Sciascia come di “un pensatore di rottura. Per altro, per alcuni nodi ancora irrisolti della nostra coscienza di italiani, sia come cittadini che come liberi pensatori”.

Mente lucida e lungimirante

Non solo un letterato dall’indiscutibile valore per l’altezza della sua opera, che lo pone tra i massimi esponenti della produzione letteraria internazionale. Non solo un protagonista della vita politica italiana, ma soprattutto un uomo di grandissima umanità, una mente lucida e lungimirante. Un uomo di cultura che utilizzando tutti i linguaggi a lui congeniali ha saputo parlare alla coscienza democratica collettiva. Appunto, un maestro, di cui oggi si sente la mancanza in una società dove la confusione travolge valori e idee.

A cento anni dalla nascita, un lungo ciclo di manifestazioni tra memoria e impegno civile

Le iniziative previste per celebrare i cento anni della nascita di Leonardo Sciascia si ispirano alle sei parole chiave che lo scrittore stesso indicò come le “più cariche di senso” per la sua vita: terra, pane, donne, mistero, giustizia, diritto.

Da Palermo a Milano attraversando tutta la Penisola

Oggi 8 gennaio 2021, a cento anni esatti dalla nascita dell’artista, verrà inaugurata a Palermo la decima edizione del Premio Leonardo Sciascia amateur d’estampes. La manifestazione internazionale, ospitata al Museo Regionale di Arte Contemporanea (Palazzo Riso), è promossa in collaborazione con partners di eccellenza. Tra questi, l’Istituto Nazionale per la Grafica. L’obiettivo è di ricordare la passione dello scrittore per la grafica d’arte, in un percorso espositivo che toccherà Roma, Firenze, Fabriano, Venezia, per concludersi a Milano. Qui, il 19 e 20 novembre 2021 in un convegno sarà ricordata la centralità dell’opera di Manzoni per Sciascia, e soprattutto le comuni inquietudini dei due scrittori per la giustizia negata. L’iniziativa è stata pensata anche per ricordare l’anniversario dei duecento anni dopo la prima idea dei Promessi Sposi.

Dall’Italia alle capitali europee fino al nord America

Il ciclo del Centenario chiuderà i battenti nel 2022, sulla nota più alta: la scuola. Una serie di lezioni sull’opera dello scrittore, le cosiddette “Lezioni sciasciane” che sono destinate agli insegnanti, muoverà dall’Italia alle maggiori capitali europee. Il tour seguirà una modalità a staffetta, facilitata dal partenariato con l’Università per Stranieri di Perugia e dalla rete internazionale degli Istituti Italiani di Cultura. L’ultima tappa sarà nel continente nord-americano, con un convegno finale. Le iniziative del Centenario saranno accompagnate da un consistente sforzo editoriale degli Amici di Sciascia, attraverso una messe di pubblicazioni curate dalla casa editrice Leo S. Olschki di Firenze.

Laura Malandrino