Grazie al telescopio Alma (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) situato a 5mila metri d’altitudine nel deserto di Atacama, in Cile, è stato possibile ottenere una delle immagini più nitide e dirette di una galassia primordiale mai realizzate, che ha permesso agli scienziati di intraprendere uno studio dettagliato della sua struttura interna. «Abbiamo scoperto che questa giovane galassia, denominata Aless 073.1, possiede già tutte le principali caratteristiche di una galassia matura: una componente centrale di stelle molto massiccia, un disco in rotazione regolare e forse anche dei bracci a spirale», commenta Federico Lelli, ricercatore Inaf a Firenze e primo autore dell’articolo che descrive la scoperta, pubblicato sulla rivista Science. «In parole semplici, questa galassia appare come un adulto ma dovrebbe essere poco più di un bambino. Aless 073.1 sfida la nostra comprensione della formazione delle galassie». Lelli ha intrapreso questo studio quando era ricercatore post-doc presso l’università di Cardiff nel Regno Unito.

La galassia Aless 073.1 è stata osservata “appena” 1,2 miliardi di anni dopo il Big Bang, quando l’universo aveva circa il 10 per cento della sua età attuale, grazie al fatto che la luce emessa dalla galassia ha impiegato miliardi di anni per raggiungere la Terra. La sua immagine mostra sia la distribuzione del gas “freddo” che quella della polvere “calda”, riscaldata dalle stelle più giovani che permea la galassia. Aless 073.1, immortalata nelle sue fasi primordiali, risulta essere molto più evoluta di quanto atteso poiché mostra già ben strutturate tutte le componenti principali osservate nelle galassie vicine alla nostra: un disco in rotazione regolare, un bulge (ovvero una concentrazione centrale di stelle) e strutture simili a bracci a spirale. Dall’analisi di queste osservazioni il gruppo di ricercatori è stato in grado di concludere che la galassia deve essersi formata in modo inaspettatamente rapido.

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