Un viaggio si vive tre volte: quando si prepara, quando si vive e quando si ricorda. Al Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle tutto questo è possibile. Ci si tuffa nella storia del volo, dai fratelli Wright, amici di Mario Calderara, ufficiale della Regia Marina che per primo prese il brevetto di pilota di aeroplani, fino al caccia F-16 Fighting Falcon, per anni impiegato a difesa dello spazio aereo italiano. Dal 31 ottobre 2020 sarà possibile ritornare a visitare gli oltre 13.000 m2 di superficie espositiva coperta che rende questo spazio uno tra i più grandi ed interessanti musei del volo esistenti al mondo.

27 ottobre 2020. Un momento della cerimonia di inaugurazione in vista della riapertura del Museo Storico dell’AM di Vigna di Valle – Foto Aeronautica Militare

Il Generale Alberto Rosso: “Dalla nostra storia il nostro futuro”

“Conoscere la base, il cemento della nostra storia, ci aiuta a guardare il nostro futuro nel modo migliore e più professionale possibile. Quando vediamo un pezzo della nostra storia non vediamo solo il materiale ma il valore che esso racchiude”. Con queste parole il Generale di Squadra Aerea Alberto Rosso, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, ha voluto sottolineare l’importanza di mantenere vivi, oggi come nel passato, i valori che caratterizzano le istituzioni e le Forze Armate, “impegnate a servire al meglio il nostro Paese, con passione, competenza e comunità d’intenti”.

“Riaprire il Museo, pur con tutte le limitazioni imposte da questo difficile periodo – ha ha aggiunto Rosso – è ancora più importante adesso che ci stiamo avvicinando ad un traguardo fondamentale della nostra Forza Armata: la celebrazione del nostro Centenario. Il 2023 sembra lontano ma non così tanto. Quello di oggi è un piccolo passo per costruire un percorso che ci avvicina sempre di più a celebrare i nostri cento anni”.

Il Gen. Alberto Rosso, Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare
Il Gen. Alberto Rosso, Capo di Stato Maggiore dell’AM – Foto Aeronautica Militare

Il Museo Storico dell’Aeronautica Militare torna dunque ad essere aperto al pubblico dopo un periodo di lavori di riqualificazione ed adeguamento delle proprie strutture espositive che permetteranno ai visitatori di poter apprezzare al meglio i velivoli ed i cimeli che raccontano la storia del volo militare in Italia e quella degli uomini e delle donne che ne sono stati protagonisti.

L’inaugurazione della riapertura si è svolta nel corso di una sobria cerimonia tenuta la mattina del 27 ottobre 2020 a Vigna di Valle, alla presenza delle autorità locali e di una ridotta rappresentanza della Forza Armata.

Gli ultimi arrivati al Museo dell’AM: l’F-16 e l’Atlantic

Nell’occasione sono stati svelati gli ultimi due velivoli dell’Aeronautica Militare che entrano così ufficialmente a far parte della collezione espositiva del Museo: l’F-16 Fighting Falcon ed il Breguet 1150 Atlantic, due aerei che hanno scritto importanti pagine della storia contemporanea della Forza Armata, rispettivamente nell’ambito della difesa aerea – dove l’F-16 ha assicurato il proprio servizio tra l’uscita del servizio dell’F-104, nel 2004, e l’entrata dell’Eurofighter, nel 2012 – e nell’ambito del pattugliamento aereo antisommergibile, dove l’Atlantic ha invece assicurato la sorveglianza del Mar Mediterraneo nel corso di ben 45 anni di vita operativa, dal 1972 al 2017.

Il Breguet BR 1150 Atlantic e l’F-16 Fighting Falcon – Foto Aeronautica Militare

Proprio l’ultimo esemplare di Atlantic, nel 2018, è stato protagonista di uno spettacolare trasferimento dall’aeroporto di Pratica di Mare a Vigna di Valle, effettuato con un elicottero del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che ha trasportato l’aereo in volo grazie ad una speciale imbragatura.

Disposto su quattro grandi padiglioni espositivi, il Museo accoglie al suo interno circa 80 velivoli ed una cospicua collezione di motori e cimeli aeronautici di vario genere che raccontano, in sequenza cronologica, la storia del volo militare in Italia e quella degli uomini che ne furono protagonisti. Il percorso si snoda attraverso i settori dedicati ai Pionieri, ai Dirigibili, alla Prima Guerra Mondiale (hangar Troster, inizio visita), all’epopea dei Voli Polari del Generale Nobile, alle Grandi Crociere di Massa, alla Coppa Schneider, ai velivoli tra le due guerre (hangar Velo), alla Seconda Guerra Mondiale e i grandi aeroplani (hangar Badoni), per terminare con l’ultimo padiglione illustrante la rinascita post-bellica dell’Aeronautica Militare Italiana, che comprende i velivoli a getto contemporanei (hangar Skema).

Come e quando visitare il Museo

Il Museo, che sorge a Vigna di Valle, sul lago di Bracciano, sarà visitabile tutti i giorni a partire dal 31 ottobre, dalle 10:00 alle 16:00 (ad eccezione dei lunedì feriali, il 1° gennaio, il giorno di Pasqua e il 25 dicembre), con ingresso gratuito ed accesso regolamentato nel rispetto delle normative sul contenimento del COVID-19. Previa prenotazione, sarà possibile inoltre fruire di visite guidate gratuite per gruppi organizzati. L’accesso al museo sarà consentito esclusivamente tramite l’ingresso militare sito in Via Circumlacuale – Bracciano.

Ha sede nell’Idroscalo di Vigna di Valle, il più antico in Italia, sito sulla sponda sud del lago di Bracciano dove, nel 1904 per volontà del Maggiore del Genio Mario Maurizio Moris, padre riconosciuto dell’aviazione italiana, fu impiantato il primo Cantiere Sperimentale Aeronautico. Qui volò nel 1908 il primo dirigibile militare italiano, l’N.1, opera degli ingegneri Gaetano Arturo Crocco e Ottavio Ricaldoni.

Uno tra i primi dirigibili sperimentati a Vigna di Valle – Foto Ufficio Storico Aeronautica Militare

Divenuto successivamente, e fino al 1945, Centro Sperimentale per gli idrovolanti e per l’armamento navale, fu anche sede dell’88° Gruppo Caccia Marittima e nel dopoguerra del Comando del Soccorso Aereo con l’84° Gruppo Idrovolanti. Fanno da cornice al Museo, voluto e realizzato dalla Forza Armata per dare degna collocazione al patrimonio aeronautico italiano, le costruzioni e le strutture dell’Idroscalo, oggi unico sito di questo genere in Italia a mantenere intatte le caratteristiche architettoniche tipiche di un insediamento aeronautico sviluppatosi in un arco temporale che va dall’origine fino agli anni sessanta del secolo scorso.

Indietro nel tempo con la storia del Museo di Vigna di Valle

Il Museo Storico è stato inaugurato il 24 maggio del 1977 dal Presidente della Repubblica Giovanni Leone. Nel corso degli anni è stato meta di migliaia di visitatori e turisti da tutto il mondo.

L'atto di donazione con cui Paolo VI consegnò nel 1978 il pallone di Garnerin - Foto Aeronautica Militare
L’atto di donazione con cui Paolo VI consegnò nel 1978 il pallone di Garnerin – Foto Aeronautica Militare

Tra i suoi “pezzi” di maggior pregio il pallone di Garnerin, detto anche il  “Pallone di Napoleone”, il più antico cimelio aeronautico del mondo. Prende il nome dal colonnello francese Andrè-Jacques Garnerin, famoso aeronauta e costruttore di mongolfiere e palloni, che in onore di Napoleone Bonaparte il 16 dicembre 1804, giorno dell’incoronazione ad Imperatore dei Francesi, fa volare un gigantesco aerostato ornato di oltre 3000 fiaccole accese, imbrigliato in una rete di seta grezza cui è appesa una grossa e pesante aquila imperiale. Appena in volo,  proprio all’altezza della cupola della Cattedrale di Notre Dame de Paris, il vento spegne le fiaccole. Napoleone trae da questo fatto funesti presagi e da allora comincia ad odiare gli aerostati e Garnerin, col quale rompe ogni rapporto. La storia del pallone di garnerin prosegue: dopo più di ventidue ore di volo, sospinto da forti correnti, il pallone giunge sino alle porte di Roma, sulla Via Cassia al IX chilometro in località Tomba di Nerone, dove, quasi del tutto sgonfio, urta sul sepolcro di Publio Vibio Mariano, all’epoca ritenuto impropriamente la tomba dell’imperatore romano. Qui perde l’aquila imperiale e, alleggeritosi, riprende quota per cadere poco più avanti, nel Lago di Bracciano,  sulle cui sponde esattamente un secolo dopo sorgerà il primo cantiere aeronautico in Italia, e più tardi il Museo che lo conserverà. Raccolto dai pescatori locali, viene portato in Vaticano (a quel tempo questo territorio apparteneva allo Stato Pontificio) dove viene conservato per 170 anni. Nel 1978, Sua Santità Papa Paolo VI, primo pontefice nella storia della Chiesa ad aver volato su velivoli della Forza Armata, lo dona all’Aeronautica Militare in segno di gratitudine e apprezzamento.

Gli aerei degli assi della Prima guerra mondiale

Una storia tra le mille che il Museo Storico di Vigna di Valle custodisce e conserva. E’ il caso dello Spad S-VII appartenuto all’asso della Prima guerra mondiale Ernesto Cabruna, chiamato il Carabiniere volante a ricordo del suo corpo di appartenenza, si possono notare, dietro l’abitacolo del pilota, i simboli degli aerei nemici abbattuti mentre, a mò di cicatrici, sono visibili le piccole toppe circolari che venivano poste sulla tela a coprire i fori dei proiettili ricevuti in combattimento.

Lo Spad S-VII di Ernesto Cabruna. Da notare sulla carlinga i fori del colpi ricevuti – Foto Aeronautica Militare

Lo Spad fu il caccia di alcuni tra i più famosi “assi” italiani come Francesco Baracca e Fulco Ruffo di Calabria. Veniva considerato “asso” il pilota che avesse abbattuto almeno cinque aerei nemici nel corso della sua carriera. Proprio con lo Spad VII Francesco Baracca viene considerato gli asso degli assi dell’aeronautica italiana con 34 velivoli nemici colpiti.

Ma il Museo racconta anche l’epopea delle grandi spedizioni polari, prime tra tutte quella del dirigibile “Norge” del 1925 e del dirigibile “Italia” con il naufragio al Polo Nord e i giorni tragici della “Tenda Rossa”.

A bordo delle “Ferrari del cielo”

Ma è nell’hangar “Velo” che il Museo mette in mostra le “Ferrari del cielo”, gli aerei del reparto “alta velocità”. Quelli che come il Macchi MC.72 rappresenta una delle più avanzate realizzazioni dell’ingegneria aeronautica ed è considerato uno dei più belli ed interessanti aerei mai costruiti. Ultimo idrocorsa del mondo, conclude la leggendaria epopea della Coppa Schneider stabilendo, nel 1934, un primato assoluto di velocità, 709.202 km/h, tuttora imbattuto per questa categoria di velivoli.

Il Macchi Mc.72 che nel 1934 stabili il primato assoluto di velocità, 709.202 km/h – Foto Aeronautica Militare

Costruito per partecipare all’edizione del 1931, quella che vide la definitiva vittoria degli inglesi, non poté competere a causa di difficoltà di messa a punto del complesso sistema di raffreddamento, che utilizzava radiatori laminari, e del motore da 3.000 CV. Particolarissimo era il sistema di eliche controrotanti coassiali (l’elica anteriore girava in senso opposto alla posteriore) adottato per ridurre la coppia di reazione che si sarebbe generata con eliche che avessero ruotato nello stesso senso.

Passare un pomeriggio al Museo Storico di Vigna di Valle significa poter ripercorrere anche i capitoli più recenti della Regia Aeronautica impegnata nella Seconda guerra mondiale, nella Guerra di Liberazione e nel dopoguerra. Dal De Havilland DH 113 al Grumman S2-F1 “Tracker” impiegati dall’Aeronautica militare e assegnati all’Italia dagli USA nell’ambito del MDAP (Military Defense Aid Programme). Immancabile l’esposizione del mitico F-104 Starfighter, così come il Tornado e l’AMX.

Insomma un museo tutto da visitare e da gustare, proprio come un viaggio nel tempo, nell’attesa, nel viverlo e nel ricordo con la voglia di ritornarci.

Vincenzo Grienti