I progressi degli ultimi 50 anni

Rispetto a 50 anni fa in Africa e in Asia i giovani hanno più probabilità di essere alfabetizzati. I rapporti dicono che, nel 2016, il 91 per cento dei giovani dai 15 ai 24 anni ha abilità di alfabetizzazione di base, rispetto al 78% degli adulti di età compresa tra 65 anni e oltre. Da una prospettiva regionale, i più grandi progressi in alfabetizzazione sono stati osservati in Asia Meridionale, seguita da Africa sahariana e Settentrionale e Asia Occidentale, con differenze tra i tassi di alfabetizzazione giovanile e anziana pari rispettivamente al 47 per cento, 39 per cento e 36 per cento.

Il divario tra Nord e Sud

Nell’Asia Centrale, in Europa e nel Nord America, la differenza tra giovani e adulti è piccola perché la maggior parte dei giovani adulti erano già alfabetizzati 50 anni fa, e sia per l’alfabetizzazione giovanile che quella degli adulti i tassi sono oggi pari o vicini al 100 per cento. (Fonte dati: UIS, UNESCO Institute for Statistics – 2017) 

All’appello mancano ancora troppi bambini

Eppure nel mondo ci sono ancora circa 750 milioni di analfabeti adulti. Il 60 per cento sono donne, mentre circa 264 milioni di bambini e giovani non frequentano la scuola: 61 milioni sono in età di scuola primaria, 62 milioni di in età di scuola secondaria di I° grado e 141 milioni di giovani in età di scuola superiore. “Cifre sicuramente sottostimate se si tiene conto che è ancora estremamente elevato il numero di persone che non compaiono in alcun registro anagrafico” spiega Anna Maria Errera, volontaria storica dell’Opera di Promozione dell’Alfabetizzazione nel Mondo (Opam).

Verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile 2030

Nuovi sforzi, insomma, sono necessari per raggiungere l’obiettivo di alfabetizzazione stabilito nel quadro degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG): “entro il 2030, tutti i giovani e una percentuale sostanziale di adulti, uomini e donne, raggiungeranno l’alfabetizzazione e la capacità di far di conto”.

Boom di analfabeti nell’Asia meridionale

Stando ai dati dell’UNESCO Institute for Statistics le regioni con le maggiori popolazioni analfabete e i Paesi con il più basso tasso di alfabetizzazione sono quelli asiatici. L’Asia meridionale ospita quasi la metà della popolazione globale analfabeta, ovvero il 49 per cento. Mentre il 27 per cento di tutti gli adulti analfabeti vivono nell’Africa sub-sahariana, il 10 per cento nell’Asia orientale e nell’Asia sudorientale, il 9 per cento nell’Africa settentrionale e nell’Asia occidentale, e circa il 4 per cento in America Latina e nei Caraibi. Meno del 2 per cento della popolazione analfabeta a livello globale vive nell’insieme delle restanti regioni: Asia centrale, Europa e Nord America, e Oceania.

S.O.S. giovani nell’Africa sub-sahariana

Anche i tassi di alfabetizzazione della gioventù rimangono bassi in diversi Paesi, la maggior parte nell’Africa sub-sahariana, il che denuncia problemi come scarso accesso all’istruzione, abbandono precoce della scuola o scarsa qualità dell’istruzione.

A scuola per spezzare le catene della povertà

La ricaduta sociale dell’analfabetismo è l’instaurarsi del circolo vizioso povertà-analfabetismo-povertà con drammatiche ripercussioni sul piano individuale e sociale. Un analfabeta resta ai margini della società, più facilmente è vittima di sfruttamento, di malattie prevenibili attraverso semplici norme igieniche ed è prigioniero della superstizione. È incapace di sfruttare al meglio le risorse di cui dispone” spiega Anna Maria.

L’intuizione di fondare l’Opera di promozione dell’alfabetizzazione nel Mondo

Per questo motivo il 24 maggio 1972, festa di Maria Ausiliatrice, in collaborazione con altri missionari don Carolo Muratore fonda l’OPAM divenendone il primo presidente. “L’OPAM è stata la prima associazione in Italia a fare della lotta all’analfabetismo e del riconoscimento del diritto all’istruzione gli strumenti privilegiati per sconfiggere la povertà, promuovere la dignità di ogni uomo, favorire l’autosviluppo dei Paesi del Sud del Mondo e uno sviluppo sostenibile per tutti” continua Anna Maria.

Dal 1972 a oggi oltre 4 mila interventi di aiuto

Dal 1972 l’OPAM ha sostenuto oltre 4mila progetti, realizzati attraverso un rapporto di stretta collaborazione fra l’OPAM e le comunità locali. I campi di azione riguardano la costruzione di scuole, la fornitura di arredi e materiale scolastico, la realizzazione di corsi di alfabetizzazione e di formazione al lavoro per giovani adulti e soprattutto per le donne. L’OPAM inoltre sostiene “scuole-ponte” per il recupero e l’inserimento scolastico di bambini di strada, ex bambini soldato e minori lavoratori. Attraverso le adozioni scolastiche garantisce ogni anno a migliaia di bambini e ragazzi la possibilità di frequentare la scuola ma anche uno stipendio dignitoso agli insegnati.