Quando l’aereo con a bordo padre Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio atterra all’Aeroporto di Ciampino attorno alle 14 è gioia infinita per i familiari, per gli amici, ma anche per tutti gli italiani che da due anni seguivano con apprensione la vicenda sin dai giorni del rapimento.

La dichiarazione della sorella di padre Maccalli

“Viviamo un’immensa gioia e una grande felicità. Dopo tanto tempo di attesa finalmente lo posso riabbracciare” ha detto Clementina Maccalli, la sorella di padre Maccalli, in un’intervista a InBlu Radio. “La sua missione – ha aggiunto Clementina – è portare il Vangelo dove ancora non è conosciuto. Quando lo vedrò non gli dirò alcuna parola ma lo abbraccerò forte. E un abbraccio vuole dire tanto”. “La speranza – ha proseguito la sorella di padre Maccalli ai microfoni di InBlu Radio – non è mai venuta meno. Abbiamo tanta fede e questa ci ha aiutato. Lo aspettano tutti e in tanti ma non solo in Italia. Coloro che lo hanno conosciuto sono tutti felici”.

La reazione della Chiesa Italiana

“Accogliamo con gioia la notizia della liberazione in Mali di padre Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio, rapiti in Africa tra il 2018 e il 2019”. Lo si legge in un post della Conferenza episcopale italiana: “Ringraziamo il Signore ed esprimiamo gratitudine a coloro che hanno lavorato per la liberazione, mentre continuiamo a pregare per quanti risultano scomparsi”.

La gioia del vescovo di Crema, mons. Gianotti

È con gioia “grandissima, al suono festoso delle campane della Cattedrale, della sua parrocchia di Madignano e di tante chiese delle diocesi di Crema, abbiamo accolto nella serata di giovedì 8 ottobre 2020 la notizia della liberazione, avvenuta in Mali, di padre Gigi Maccalli e di altri ostaggi che ne condividevano la prigionia: una prigionia durata, per lui, quasi venticinque mesi, da quel 17 settembre 2018 che ne ha visto il rapimento nella sua parrocchia di Bomoanga, in Niger“. Così il vescovo di Crema Daniele Gianotti esprimendo il giubilo della comunità diocesana che “si unisce a quella dei familiari di padre Gigi, e specialmente della sorella Clementina e dei fratelli Angelo e padre Walter, dei confratelli missionari della Società delle Missioni Africane, della diocesi di Niamey, dai tanti amici che in questi lunghi mesi hanno condiviso l’apprensione, le speranze, la preghiera e l’attesa”.

La liberazione nel mese dell’Ottobre missionario, segno particolare di speranza

“Grazie a quanti hanno pregato e operato per questa liberazione! Stiamo vivendo l’Ottobre missionario: vorrei leggere in questa liberazione un segno di fiducia e di incoraggiamento per tutti quelli e quelle che testimoniano il Vangelo di Gesù nelle situazioni più esposte e difficili“. La liberazione di padre Gigi, ha aggiunto monsignor Gianotti “rafforzi la nostra fiducia nella preghiera insistente e instancabile, che Gesù raccomanda proprio nel vangelo della Messa di oggi (cf. Lc 11,5-13); e aiuti tutti noi discepoli di Gesù a dare buona testimonianza di Lui, prima di tutto con la vita evangelica e con la stessa dedizione di padre Gigi nel riconoscere e far crescere nel mondo segni di risurrezione e di vita”. Ed infine: “Mi auguro che la liberazione di padre Gigi sia un segno promettente di speranza per quanti altri sono prigionieri per la loro fede e la loro lotta per la verità, la giustizia e la riconciliazione; e sia seme di pace e fiducia per il Niger da lui tanto amato, per il Sahel e per tutta l’Africa. Interceda per tutti il ‘nostro’ missionario martire, il beato Alfredo Cremonesi”.

Chi e com’è successo (fonte SMA)

L’accoglienza a Ciampino di padre Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio