Il ritorno di padre Luigi Maccalli in Italia nel mese in cui si celebra la Giornata missionaria mondiale ricorda l’impegno e l’afflato di centinaia di sacerdoti, religiosi e laici accanto ai poveri, alle periferie più povere del mondo. Quello dei missionari e delle missionarie è uno dei volti più belli della Chiesa che “lavora” accanto a quanti hanno bisogno, ai bambini, alle donne, agli anziani che vivono specialmente nei Paesi del Sud del mondo. I missionari svolgono un servizio straordinario negli ospedali e nei dispensari laddove non esiste una sanità pubblica, ma anche nell’importante compito dell’educazione e dell’alfabetizzazione dei bambini dove non esiste una rete scolastica e nessuna formazione. In America Latina, in Africa, in Asia e nei Paesi più sperduti e lontani i missionari ci sono. E ci sono accanto agli abbandonati e ai dimenticati.

Perché una Giornata mondiale dedicata ai missionari

Per questo è importante ricordare che ogni anno c’è una Giornata dedicata a loro a livello mondiale. Il messaggio di Papa Francesco in vista della Giornata che si celebra il 18 ottobre si rifà al profeta Isaia: “Chi manderò?”, chiede Dio. “Eccomi, manda me” è la risposta di Isaia e vuole essere la risposta di tutti coloro che hanno preso coscienza del loro essere “battezzati e inviati”. In particolare, la vocazione missionaria si caratterizza nel portare a tutti gli uomini l’esperienza dell’amore di Dio per tutta l’umanità: «Dio rivela che il suo amore è per ognuno e per tutti (cfr Gv 19,26-27)».

I missionari e la Chiesa Italiana

“Nel nostro contesto della Chiesa italiana desideriamo tradurre questa vocazione missionaria in un appello a tutti i credenti per diventare Tessitori di fraternità – spiega don Giuseppe Pizzoli, Direttore generale della Fondazione Missio -. Abbiamo vissuto un tempo di isolamento; abbiamo sperimentato la ‘nostalgia’ delle nostre relazioni di familiarità e di amicizia. Vogliamo imparare a vivere nuove relazioni, non solo con le persone a noi care, ma con tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino, in particolare con coloro che maggiormente pagano le conseguenze negative della tempesta che ci ha investito in questo tempo.

La lezione dei missionari per riscoprire la “fraternità”

« … siamo invitati a riscoprire che abbiamo bisogno delle relazioni sociali, e anche della relazione comunitaria con Dio. Lungi dall’aumentare la diffidenza e l’indifferenza, questa condizione dovrebbe renderci più attenti al nostro modo di relazionarci con gli altri» si legge nel Messaggio di Papa Francesco per la Giornata missionaria mondiale 2020. “In questo percorso di riscoperta della ‘fraternità’ – scrive Pizzoli – non ci mancherà certamente l’ispirazione che ci viene dall’esperienza e dalla testimonianza di tanti missionari che vivono la fraternità cristiana in mezzo a popoli e culture estremamente lontane e differenti, ma capaci di incontro e di comunione”.

 

Per saperne di più sulla Giornata missionaria mondiale leggi il Messaggio di Papa Francesco

Per saperne di più sulle celebrazioni missionarie in Italia visita il sito della Fondazione Missio