Nell’aprile del 1971 al Liceo Classico “Ugo Foscolo” di Canicattì, frequentato dal giovane Rosario Livatino, si diede vita ad una iniziativa editoriale: “Dimensione Giovane”. Un giornale diretto dalla professoressa Ida Abate. Ne furono redattori tre brillanti alunni di terza liceo: Salvatore Corsello, Paolo Santamaria e Rosario Livatino. Sul primo numero fu pubblicata – prezzo di una copia lire cento – un’inchiesta sulla crisi della scuola. A curare l’approfondimento, in prima persona, proprio Livatino.

I protagonisti dell’inchiesta

L’inchiesta coinvolse il provveditore agli Studi del tempo, dottor Baldassare Gulotta, il preside del Liceo Classico professor Carmelo La Carrubba, ed il preside dell’Istituto Tecnico Galilei, professor Guido Caramazza.

Così scriveva Rosario nell’introduzione

«Due parole sul perché di queste interviste: com’è ben manifesto a tutti, volendo affrontare in modo serio un problema, occorre che tale problema venga sceverato nelle sue componenti da diversi punti di vista che, appunto perché diversi, possono dare adito a discordanti e, a volte, diametralmente opposte interpretazioni del medesimo problema; dalla disamina e dal gioco dialettico di tali interpretazioni scaturisce una visione chiara ed ampia di esso nonché la sua conseguente soluzione».

L’attenzione ai diversi punti di vista

Copia del testo originale dell’articolo manoscritto da Rosario Livatino

E proseguiva: «In altre parole l’articolo in prima pagina, “La scuola è malata?” di Salvatore Corsello, affronta il problema della crisi della scuola, ma il sottoscritto e gli altri redattori di questo giornale abbiamo pensato che, essendo redatto da uno studente, esso avrebbe potuto fornire una visione parziale e non totale dell’argomento; si è quindi deciso di ascoltare il parere di altre persone che, pur vivendo come gli alunni nella scuola e per la scuola, possano, se cosi mi posso esprimere, vedere il problema con altri occhi: il signor provveditore Gulotta ed i signori presidi Caramazza e La Carrubba. Ho quindi rivolto loro un gruppo di tre domande sull’argomento in questione il cui tenore è questo:

Prima domanda

Crisi della scuola italiana. Esiste secondo Lei? Se si, tracci quali ne sono, a suo avviso, le linee essenziali e ne indichi le cause, specificando quali parti abbiano in esse rispettivamente la classe politica, la classe docente e la classe discente. Se no, spieghi il perché.

Seconda domanda

Sussistendo questa crisi, quali sono i provvedimenti che le autorità dovrebbero prendere? Con distinzione tra provvedimenti di pronta attenzione e provvedimenti realizzabili in un prossimo futuro e, in particolare, un sintetico giudizio sui provvedimenti già adottati.

Terza domanda

Oltre alla classe politica, la classe docente può, nel suo campo e sempre secondo il suo avviso, partecipare ad una ristrutturazione del sistema scolastico italiano? Se si, come e in che misura? E la classe discente? Che ne pensa del suo sforzo di portare la propria voce ed il proprio contributo in questa opera? E dei mezzi che adotta?».

In conclusione

Copia del testo originale dell’articolo manoscritto da Rosario Livatino

E concludeva: «In base alle risposte che mi sono state date vorrei che voi lettori gettaste le fondamenta di una proficua polemica. Vi esorto cioè ad entrare in dialogo con esse; le eventuali controrisposte consegnate ad incaricati di questo giornale verrebbero pubblicate in un prossimo, auspicato secondo numero. Non ho altro da aggiungere e cedo la parola ai suddetti signori. Rosario Livatino». Seguivano le interviste. Purtroppo quanto auspicato da Rosario non si verificò ed il giornale rimase un numero unico. Sotto la testata era scritta, significativamente, questa frase: «Gli autori degli articoli sono i soli arbitri e responsabili delle idee e delle opinioni esposte».

 

FONTE: Il testo completo del numero unico “Dimensione giovane” cui fa riferimento la presente nota si trova in un microfilm custodito nella Biblioteca comunale “Franco La Rocca” di Agrigento.