Home Cronaca 30 anni fa l’omicidio Livatino. Oggi verso la canonizzazione

30 anni fa l’omicidio Livatino. Oggi verso la canonizzazione

L'arcivescovo di Agrigento cardinale Francesco Montenegro: "dobbiamo avere il coraggio di recuperare la legalità con le scelte individuali della politica e dei cittadini"

Chi era Rosario Livatino

Rosario Livatino nasce a Canicattì nel 1952, figlio di Vincenzo Livatino (laureato in Giurisprudenza ed impiegato dell’esattoria comunale) e di Rosalia Corbo. Conseguita la maturità presso il locale liceo classico Ugo Foscolo, nel 1971 segue le orme paterne e si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza, a Palermo. Si laurea cum laude nel 1975. Nel 1978, dopo essersi classificato tra i primi in graduatoria nel concorso per uditore giudiziario, entra in magistratura presso il Tribunale di Caltanissetta.

Nel 1979 diventa sostituto procuratore presso il tribunale di Agrigento e ricopre la carica fino al 1989, quando assume il ruolo di giudice a latere.

L’omicidio

Viene ucciso il 21 settembre del 1990 sulla SS 640 mentre si recava, senza scorta, in tribunale, per mano di quattro sicari assoldati dalla Stidda agrigentina, organizzazione mafiosa in contrasto con Cosa nostra. Tenta disperatamente una fuga a piedi attraverso i campi limitrofi ma, già ferito da un colpo ad una spalla, viene raggiunto dopo poche decine di metri e freddato a colpi di pistola. Del delitto è testimone oculare Pietro Nava, sulla base delle cui dichiarazioni sono stati individuati gli esecutori dell’omicidio.

Nella sua attività si era occupato di quella che sarebbe esplosa come la Tangentopoli siciliana e aveva messo a segno numerosi colpi nei confronti della mafia, attraverso lo strumento della confisca dei beni.

Il processo di beatificazione

In occasione del trentesimo anniversario della sua uccisione, la magistratura agrigentina ha ricordato la figura del giudice Rosario Livatino, nell’aula del tribunale che porta il suo nome.

Tra gli interventi, quello dell’arcivescovo di Agrigento cardinale Francesco Montenegro il quale ha ricordato che “il processo di beatificazione di Rosario Livatino è in atto”, che “la canonizzazione va avanti” e che “speriamo di avere presto dei risultati”.

L’attualità del messaggio di Livatino

Ma qual è il senso di ricordare Livatino oggi? “La realtà – ha detto l’arcivescovo – è che dobbiamo avere il coraggio di recuperare la legalità con le scelte individuali della politica e dei cittadini”. Montenegro ha aggiunto: “L’indipendenza del giudice, seguendo l’esempio di Livatino, va raggiunta attraverso comportamenti coerenti e indipendenti anche fuori dalle aule di giustizia, nella vita sociale e nelle scelte delle amicizie”.

Secondo il cardinale “se ognuno di noi, seguisse l’esempio di Livatino, con i fatti e non con le parole, faremmo terra bruciata attorno alla mafia. Se dopo tanti anni siamo qua, vuol dire che la sua morte non è stata inutile. Dovremmo andare nel posto dove si è consumato il martirio come pellegrinaggio. Da quell’esempio può arrivare una svolta per la nostra città. Ognuno di noi dovrebbe trovare la forza per dire basta a ogni forma malata di potere”.

Tanti film e un libro per bambini

La filmografia che tratta la storia di Livatino è molto ricca. Da Il giudice ragazzino, con regia di Alessandro Di Robilant (1994) a Testimone a rischio, con regia di Pasquale Pozzessere (1996).  Seguono, in ordine cronologico: Luce verticale. Rosario Livatino. Il Martirio per la regia di Salvatore Presti (2007); Il Giudice di Canicattì. Rosario Livatino, il coraggio e la tenacia con regia di Davide Lorenzano (2016); Un Giudice Ragazzino, regia di Pier Glionna (2019). Il Giovane Giudice, regia di Angelo Sferrazza (2020).

A 30 anni dall’assassinio del giudice Rosario Livatino la casa editrice Il pozzo di Giacobbe ha pubblicato, nella collana “Piccoli semi”, la vita di Rosario Livatino raccontata attraverso testi e immagini per bambini dai 5 agli 8 anni.