Home Cronaca 27 anni fa cosa nostra uccideva don Pino Puglisi

27 anni fa cosa nostra uccideva don Pino Puglisi

Testimone di speranza nella legalità

L’omicidio

Era il 15 settembre 1993 quando intorno alle 22.45 veniva ucciso davanti al portone di casa in Piazzale Anita Garibaldi, nella zona est di Palermo, don Pino Puglisi. Era il giorno del suo compleanno. Aveva appena compiuto 56 anni. Sulla base delle ricostruzioni era appena sceso della sua Fiat “Uno” bianca e si era avvicinato al portone della sua abitazione quando qualcuno lo chiamò. Lui si voltò, l’assassino gli andò alle spalle e sparò uno o più colpi alla nuca. Una vera e propria esecuzione mafiosa. “A questo può servire parlare di mafia, parlarne spesso, in modo capillare, a scuola: è una battaglia contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell’uomo per soldi”, aveva detto qualche giorno prima il sacerdote, diventato primo martire della Chiesa ammazzato da Cosa nostra.

La causa di beatificazione

Il 15 settembre 1999 il cardinale di Palermo Salvatore De Giorgi insedia il Tribunale ecclesiastico diocesano per il riconoscimento del martirio e della beatificazione, iniziando ad ascoltare i testimoni. Il 28 giugno 2012 papa Benedetto XVI concede la promulgazione del decreto di beatificazione per il martirio in “odium fidei”. Don Pino Puglisi è beatificato a Palermo il 25 Maggio 2013.

I processi

Per il suo omicidio sono stati celebrati due processi. Come mandanti sono stati condannati all’ergastolo i boss di Brancaccio dell’epoca, i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano. Come esecutori, è stato inflitto il carcere a vita a Gaspare Spatuzza, Nino Mangano, Cosimo Lo Nigro, Luigi Giacalone. L’uomo che ha sparato a don Puglisi, Salvatore Grigoli, ha deciso di collaborare con la giustizia dopo l’arresto. Con gli sconti di pena, ha avuto una condanna a 18 anni. Nel 2009 anche Gaspare Spatuzza ha iniziato a collaborare con i magistrati.

L’attualità della questione educativa

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), in occasione di questo anniversario dell’omicidio invita a promuovere una “Onda della Legalità Virtuale in memoria di Don Pino Puglisi”, a diffondere la sua immagine e le sue parole nei profili social, idealmente uniti in un abbraccio per la legalità. L’hashtag dell’iniziativa è #UnitisullOndadellaLegalità.

Don Pino Puglisi è stato “un uomo la cui integrità morale e dedizione per il prossimo hanno costituito veramente l’essenza dello spirito evangelico” si legge nel comunicato del CNDDU. “Si è speso per i diseredati; per i dimenticati; per i fanciulli abbandonati, di cui per primo ricordò la potenzialità umana e preziosità nella loro individualità nonché come futuri componenti della società. Don Pino Puglisi coniugava allo slancio umanitario di certi mistici del popolo, come Madre Teresa di Calcutta, la lucidità dell’uomo attento alle problematiche sociali e alle loro complesse interrelazioni; comprendeva quanto l’ignoranza e il degrado costituissero l’humus ideale per la proliferazione delle organizzazioni malavitose a Brancaccio“.

“Sicuramente consapevole che nemmeno il suo abito avrebbe potuto salvarlo dal furore selvaggio di chi ormai lo considerava un simbolo di redenzione e di possibilità diverse rispetto al baratro del crimine. Dopo la sua morte rimase un vuoto incolmabile. Ma soprattutto è rimasto l’esempio di un uomo che conosceva il proprio territorio e in che modo agire per recuperare, convincere e salvare delle vite. Molte associazioni e singoli cittadini si ispirano agli insegnamenti di Don Pino Puglisi e considerano prioritario soprattutto educare chi ancora può essere modificato”, sottolineano dal CNDDU.

Un appello in particolare viene, infine, dal CNDDU: “non perdere fiducia nel cambiamento”, a non rinunciare alla speranza che significa credere possibile qualcosa che ancora non c’è.

Il CNDDU invita, infine, in questa giornata del 15 settembre a promuovere una “Onda della Legalità Virtuale in memoria di Don Pino Puglisi”, a diffondere la sua immagine e le sue parole nei profili social, idealmente uniti in un abbraccio per la legalità. L’hashtag dell’iniziativa è #UnitisullOndadellaLegalità.